sabato 26 luglio 2014

Viaggio ai Caraibi: Santo Domingo e Repubblica Dominicana


Bayahibe, 22 luglio 2014

Ebbene si, ho ceduto: alla veneranda età di 38 anni, ho fatto la mia prima vacanza in un villaggio “all inclusive”, probabilmente l’ultima. Mi trovo a Santo Domingo,  o meglio in Repubblica Dominicana, in un villaggio della bellissima spiaggia bianca e finissima, della baia di Bayahibe dove l’acqua  e’ cristallina, il mare verde-blu e il sole bacia questa terra tutto l’anno, generosamente e incessantemente, per la gioia dei turisti, dei lavoratori del turismo e degli investitori, locali ma soprattutto stranieri, che hanno investito 20-30 anni fa in questi luoghi, e tuttora investono e ne ricavano grandi benefici . La città più vicina e’ La Romana, che ancora non visitato perche tutti qui sconsigliano di uscire dal villaggio: l’ideologia dominante vuole che si stia tutto il tempo tutto il giorno, per tutti i giorni della vacanza qui nel villaggio, ma di sicuro io non mi piegherò a questa logica.

I bambini fuori, si accalcano appena metti il naso fuori dal villaggio, chiedono continuamente un dollaro, e si buttano ai tuoi piedi. Non vanno a scuola, quelle pubbliche sono fatiscenti, i più ricchi mandano i loro bambini alle scuole private, mi diceva un dominicano, capitano di una barchetta che ci ha portato a fare una escursione alla famosa Isola di Saona, resa popolare dal film “I Pirati dei Caraibi” girato qui qualche anno fa. Il capitano, che si fa chiamare Tony, manda la sua bimba di 10 anni, ad una scuola privata, perche precedentemente e’ stata attaccata e derubata delle sue piccole e poche cose, uno zainetto, le penne, la calcolatrice e qualche giocattolo un po’ più costoso, nella scuola pubblica che frequentava prima. Tony, grazie al suo salario in dollari e alle mance dei turisti, riesce a portare un salario a casa superiore alla media del salario dominicano, pari a 200 dollari al mese. Per questo si può permettere una scuola privata per la figlia Carmen.

 
 
Tony, che fa questo lavoro da 20 anni, rimase sorpreso quando cominciai a parlare con lui e a fargli qualche domanda sull’economia e la politica dominicana. Gli ho chiesto di Rafael Trujillo, il generale dittatore che fu messo al potere dopo un golpe, sostenuto dagli americani, e mi ha risposto che era shoccato: in 20 anni, nessun turista mai gli aveva chiesto di Trujillo. A cominciato a guardarmi con sospetto, ma quando ha capito che ero solo genuinamente interessato alle dinamiche locali, ha spesso di guardarmi come una spia e mi ha raccontato delle storie interessanti. Mi ha suggerito un film: “la fiesta del Cibo” (la festa della capra) che parla proprio di Trujillo e di come fu violentemente ammazzato dopo 30 anni interrotti di potere. Lo cercherò appena tornerò a New York.
 

 
A scanso di equivoci, questa settimana per noi qui sta trascorrendo meravigliosamente. Il posto e’ semplicemente fantastico, la comodità e lo standard sono di molto superiori alle nostre aspettative, il mare cristallino, e la formula “all inclusive” ti fa dimenticare il portafogli. I dubbi sorgono appena cominci a farti delle domande, appena cominci a porti delle questioni, facendo delle riflessioni sul modello di sviluppo economico di questi paesi e su un tipo di organizzazione turistica più sostenibile e con maggiori vantaggi per i dominicani. E’ una questione di sensibilità di livelli di comprensione dei problemi sociali e della realtà. Siamo arrivati qui, io e Iryna, con un volo da New York, per la nostra vera vacanza di luna di miele. Molto eccitati e con desiderio di conoscere e di vivere una esperienza caraibica. Apprezziamo tutto quello che e’ locale e cerchiamo quanto più possibile vie d’uscite dal villaggio, ma la cosa non e’ semplice. Le attrazioni del villaggio qui sono difficili da evitare. La musica latina, l’animazione, i ragazzi e le ragazze dominicane, la salsa, la bachata, il mare, il sole, la frutta, le palme, il pescado, e tutto quello che e’ locale per noi sono semplicemente fantastico e rifaremmo, tutto. Non rifaremmo pero, sicuramente, il format del villaggio “all inclusive”.

Tuttavia, la maggior parte dei turisti-stranieri qui non sembra essere affatto toccato da questa realtà. Si gode la sua vacanze perche per questo e’ venuto in Repubblica dominicana. Nel nostro villaggio, di proprietà italiana, i tre quarti sono italiani. La maggior parte di Milano, e altre città del nord, qualche romano, e pochi meridionali. Il resto sono francesi, tedeschi e americani. L’Italicus che si bagna sulle coste cristalline dominicane e appartiene, in genere, ad una delle tre categorie:

1.     E’ un singolo, coatto, marpione-provolone, tatuato e muscoloso, venuto a rimorchiare italiane, straniere o cameriere dominicane del villaggio, avvantaggiato dalla fama di latin lover italico

2.     La coppia innamorata o meno, ma coatta, tatuata, con una bassa educazione scolastica, e un lavoro da italiano medio, che a stenti gli consente di risparmiare qualcosina per la vacanza dominicana appunto.

3.     Il vecchio italiano, ex marpione ritrovato, un piccolo Gaucci che da latitante si rifugiò qui a Santo Domingo qualche anno fa, compro una villa caraibica e una ragazza dominicana come “badante”. L’anziano italico, meno fortunato di Gaucci, aspira  a meno: cerca di fare il provolone con le cameriere e le ballerine del villaggio, anche quando e’ accompagnato dalla sua anziana moglie italiana. Partecipa assiduamente a tutte le attività di animazione serali e di giorno, si fa fotografare incessantemente con ragazzine caraibiche, mandando foto in Italia con WhatsApp, vantandosi poi con i pensionati suoi amici rimasti a casa, che magari nel frattempo stanno giocando a bocce nel circolo bocciofilo di Sesto San Giovanni.

 
Ovviamente non tutti rientrano in questa generalizzazione, e chiedo venia fin da adesso per questa approssimazione. Seguirà a breve una descrizione più precisa dell’Italico persino con delle interviste…

Ci sono anche donne singole cinquantenne che cercano di rimorchiare i ballerini locali. Due di loro, almeno che io ho visto, ci sono riuscite. Ci sono mamme divorziate con figlie (di solito ragazze), che per recuperare l’affetto della figlia la portano qui ai Caraibi. La sera in discoteca si comportano entrambe nello stesso modo…Ci sono poi coppie innamorate in viaggio di nozze, con uno sguardo critico sul villaggio, che cercano di divertirsi, ammirano le bellezze naturali, e cercano vie di uscita. Ritornano spesso pero sulla consapevolezza critica del modello di sviluppo. Io e Iryna ci siamo arrivati in modo progressivo. Nel giro di 2-3 giorni, siamo passati dall’eccitazione completa per il posto, al criticismo più totale per questo modello. Lo abbiamo fatto in modo riflessivo e consapevole, senza pero perdere di vista la bellezza del luogo e il vantaggio di essere qui.

1 commento:

  1. Sono stato al tuo stesso villaggio per una settimana, e parlando con le guide ed i ragazzi del luogo ho scoperto che loro sanno molte cose sul nostro paese, a partire da Schettino e dal passaporto ritirato a Berlusconi. Ho comprato i miei quadretti nei negozi accanto al villaggio, dopo averlo promesso ad un ragazzo che mi ha "tampinato" tutta la settimana, non meno delle telefonate che ti fanno a casa in Italia, notando però che i soldi non li ha presi lui perchè in quel momento è entrato in scena il suo capo, più o meno della sua stessa età. Per il resto anche io non adoro la vita del villaggio in quanto tale, ma una settimana nel villaggio, di relax e letture con la mia compagna, mi è servita per lasciarmi dietro le scorie di tre anni di lavoro e dell'Italia. Michele

    RispondiElimina